Carburanti: Taglio accise fino al 1° maggio

Il Governo ha scelto di prorogare ancora il taglio delle accise sui carburanti.

Nel Consiglio dei ministri del 3 aprile 2026 è stato infatti approvato un nuovo decreto-legge che prolunga, dall’8 aprile al 1° maggio 2026, la rideterminazione temporanea delle aliquote su benzina, gasolio, GPL, gas naturale usati come carburanti e biocarburanti.

L’intervento si inserisce nel solco del decreto-legge n. 33 del 18 marzo 2026, con cui era stata introdotta la prima riduzione emergenziale, e mantiene uno sconto che per benzina e diesel viene indicato in 24,4 centesimi al litro sul prezzo finale. Per finanziare la proroga il Governo ha previsto uno stanziamento complessivo di 500 milioni di euro.

Per chi opera ogni giorno nel trasporto merci su strada, la proroga evita almeno un ulteriore scossone immediato ai costi di rifornimento.

E non è un dettaglio, perché alla vigilia del nuovo intervento i prezzi restavano comunque molto elevati: tra il 30 e il 31 marzo 2026, i valori medi self service si collocavano attorno a 1,75 euro al litro per la benzina e oltre 2,05 euro al litro per il gasolio sulla rete ordinaria, con livelli ancora più alti in autostrada. In altre parole, il taglio delle accise continua a rappresentare un argine utile, ma non sufficiente a riportare il mercato su livelli di normalità.

Per l’autotrasporto conto terzi, quindi, la misura va letta per quello che è: una boccata d’ossigeno, non una soluzione strutturale. I

l beneficio c’è, perché ogni centesimo sul gasolio pesa sui margini delle imprese e sulla sostenibilità dei viaggi. Ma il quadro resta fragile. Finché continueranno le tensioni internazionali e la pressione sui mercati energetici, il settore resterà esposto a una volatilità che nessuna proroga di poche settimane può davvero assorbire. Il decreto, insomma, attenua l’emergenza, ma non restituisce stabilità alle aziende.

Il provvedimento approvato dal Governo, però, non si ferma alle accise.

In seguito all’accordo raggiunto con le organizzazioni datoriali rappresentative di categoria, il decreto interviene anche sui contributi riconosciuti alle imprese che hanno effettuato investimenti in digitalizzazione ed efficienza energetica. È inoltre previsto un credito d’imposta a favore delle imprese agricole, utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026. Si tratta di un segnale politico preciso: accanto alla gestione dell’emergenza carburanti, l’esecutivo prova a rafforzare anche gli strumenti legati all’ammodernamento e alla resilienza delle imprese.

Un altro tassello riguarda poi i finanziamenti agevolati a valere sul Fondo per la promozione integrata, con modifiche pensate per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane colpite dal rincaro dei costi energetici o dalle conseguenze del conflitto.

Le misure si applicano alle domande presentate entro il 31 dicembre 2026 e riguardano investimenti per la transizione digitale o ecologica, oltre ai casi in cui le imprese abbiano subito effetti negativi in termini di costi energetici, fatturato o flussi di cassa. È un’impostazione che guarda oltre il distributore e prova a tenere insieme emergenza, competitività e tenuta finanziaria.

Bene la proroga, perché evita un nuovo aumento secco proprio mentre il mercato resta nervoso. Ma le imprese hanno bisogno di molto di più: non solo misure tampone, ma strumenti che garantiscano prevedibilità, sostegno agli investimenti e una vera capacità di assorbire le crisi internazionali senza scaricarne ogni volta il peso sui bilanci aziendali. Il taglio delle accise, da solo, può alleggerire la pressione. Non può però risolvere una crisi che continua a colpire al cuore i costi del trasporto.

Fonte:Truck24

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