Durante l’iter parlamentare della Legge di Bilancio 2026 era circolata l’ipotesi di un divieto generalizzato di compensazione dei crediti d’imposta, incluso il rimborso delle accise, con Inps e Inail. Tale disposizione, se approvata, avrebbe messo a rischio la liquidità di migliaia di imprese di autotrasporto.
Perché era un rischio per il settore
Il sistema di rimborso accise è da sempre uno strumento chiave per la gestione del carburante in autotrasporto: esso permette di compensare i crediti maturati con i debiti contributivi o fiscali, alleggerendo il peso degli oneri sul cash flow delle imprese.
Bloccare questa compensazione avrebbe significato:
- togliere una leva finanziaria essenziale, soprattutto in periodi di aumento dei costi energetici;
- aumentare la necessità di liquidità immediata per coprire tributi e contributi senza poter utilizzare i propri crediti;
- generare un forte impatto su migliaia di imprese con consumi rilevanti di carburante.
La versione definitiva della manovra ha evitato questa restrizione, mantenendo quindi la possibilità di compensare e assicurando stabilità finanziaria per tutta la filiera. Quella che sembrava una norma potenzialmente penalizzante si è trasformata in un elemento di garanzia operativa per l’autotrasporto.
Fonte:Truck24