Gasolio in aumento e clausola carburante nei contratti di trasporto

Le tensioni geopolitiche internazionali stanno già producendo effetti concreti sui mercati energetici e, di conseguenza, sui prezzi dei carburanti. Il conflitto in Iran e l’instabilità nell’area del Golfo stanno alimentando una nuova fase di volatilità nel mercato petrolifero globale, con ripercussioni immediate anche in Europa.

Negli ultimi giorni il prezzo del gasolio in Italia ha registrato nuovi aumenti, con medie superiori a 1,80 euro al litro e punte che sulla rete autostradale hanno superato i 2,5 euro al litro. Una dinamica che per il settore dell’autotrasporto non rappresenta soltanto un dato di mercato, ma un fattore che incide direttamente sull’equilibrio economico delle imprese.

Il carburante, infatti, rappresenta mediamente tra il 30% e il 40% del costo operativo di un viaggio, rendendo ogni oscillazione del prezzo del gasolio una variabile decisiva per la sostenibilità dell’attività di trasporto.

Proprio per affrontare questa criticità, il legislatore è intervenuto nel 2022 modificando la disciplina dei contratti di trasporto prevista dal D.Lgs. 286/2005, introducendo un obbligo specifico relativo alla cosiddetta clausola di adeguamento carburante.


La clausola gasolio nei contratti di trasporto

La normativa stabilisce che nei contratti di trasporto stipulati in forma scritta debba essere inserita una clausola che consenta l’adeguamento del corrispettivo del trasporto in relazione alle variazioni del prezzo del carburante.

In particolare, il contratto deve indicare:

  • il corrispettivo del servizio di trasporto;
  • le modalità di pagamento;
  • la clausola di adeguamento del prezzo del trasporto in funzione delle variazioni del costo del gasolio.

Il riferimento per il calcolo dell’adeguamento è costituito dalle rilevazioni mensili del prezzo del gasolio per autotrazione pubblicate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

L’adeguamento scatta quando la variazione del prezzo del carburante supera il 2% rispetto al valore preso a riferimento al momento della stipula del contratto o dell’ultimo adeguamento effettuato.

Il principio stabilito dal legislatore è chiaro: quando il costo del gasolio cambia in modo significativo, anche il corrispettivo del trasporto deve adeguarsi automaticamente.


Quando manca la clausola carburante

L’assenza della clausola di adeguamento comporta conseguenze giuridiche precise.

Un contratto di trasporto privo della clausola carburante non può essere considerato stipulato in forma scritta ai sensi del D.Lgs. 286/2005. Di conseguenza, il rapporto contrattuale viene trattato come un contratto non scritto, con l’applicazione di una disciplina diversa.

Questo aspetto è particolarmente rilevante perché modifica il quadro normativo di riferimento per la determinazione del prezzo del trasporto.


I contratti non scritti e i costi indicativi di esercizio

Quando il trasporto viene effettuato senza un contratto scritto, trova applicazione quanto previsto dalla normativa sull’autotrasporto.

In questi casi il corrispettivo del servizio deve essere coerente con i valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio dell’impresa di autotrasporto, pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’ultimo aggiornamento di tali valori risale a giugno 2025.

Considerando l’andamento del prezzo del gasolio rilevato dal MASE, gli adeguamenti dei pedaggi autostradali, l’inflazione e gli incrementi previsti dal CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, per i veicoli industriali con massa superiore alle 26 tonnellate il costo diretto di esercizio può oggi essere stimato indicativamente tra 1,85 e 2,15 euro al chilometro.

La stima è coerente con le elaborazioni relative a un veicolo industriale che percorre circa 100.000 km annui.

Qualora il corrispettivo riconosciuto al vettore risulti inferiore a questi valori indicativi, la differenza economica può essere richiesta anche successivamente ai servizi di trasporto effettuati. Questo perché il prezzo del trasporto deve risultare coerente con i parametri previsti dalla normativa.


Quando il carburante cambia rapidamente

La normativa stabilisce un meccanismo minimo obbligatorio di adeguamento, ma non impedisce alle parti di prevedere nei contratti clausole più evolute o sistemi di indicizzazione più rapidi.

In presenza di eventi straordinari — come crisi energetiche, tensioni geopolitiche o shock sui mercati dell’energia — ritardare l’adeguamento dei corrispettivi significa trasferire integralmente il costo dell’emergenza sulle imprese di autotrasporto.

Una situazione che rischia di compromettere non solo la sostenibilità economica delle aziende di trasporto, ma anche la stabilità delle filiere produttive che dipendono dal trasporto su gomma.


Un principio che riguarda tutta la filiera

L’obiettivo della normativa non è quello di fissare tariffe di trasporto, ma di garantire rapporti economici equilibrati tra tutti gli attori della filiera logistica.

Questo principio è coerente anche con quanto previsto dall’articolo 83-bis del decreto-legge 112/2008, che richiama la necessità di assicurare condizioni economiche del trasporto compatibili con la sicurezza della circolazione e con la sostenibilità dell’attività.

Per questo motivo è fondamentale che imprese di autotrasporto, primi vettori e committenza contribuiscano alla corretta applicazione delle regole.

Il principio dell’adeguamento carburante deve infatti valere lungo tutta la catena del trasporto, evitando che le oscillazioni dei costi energetici vengano scaricate esclusivamente sull’ultimo anello della filiera.

In un contesto internazionale caratterizzato da crescente instabilità energetica, garantire un equilibrio economico nei rapporti contrattuali diventa una condizione essenziale per la tenuta del sistema logistico e per la competitività dell’intero sistema produttivo italiano

Fonte:Truck24

Configuratore Servizi BIM

Scopri quanto puoi risparmiare utilizzando i servizi e le piattaforme di BIM SERVICE: potrai ridurre i costi, ottimizzare gli investimenti, recuperare denaro.

Configurare al meglio la propria Azienda è l’unico modo per affrontare il futuro con sicurezza.